Filmeggiando - Kubrick Vs Pink Floyd: Oltre la metafisica
D'altronde quando due colossi si scontrano il risultato è sempre grandioso.
E tutto ciò non vale solo nel campo dell'astronomia ma anche dell'arte.
Nel 1971, infatti, qualcosa di molto simile allo scontro registrato dall'occhio di Hubble è avvenuto fra le note di uno dei dischi più importanti dei Pink Floyd (Meddle; 2 dischi di platino all'attivo) e la celluloide del capolavoro assoluto di Stanley Kubrick (2001: Odissea nello spazio; miglior film di fantascienza di tutti i tempi a mio modesto parere).
L'atmosfera malinconica e misteriosa di Echoes si scontrò inaspettatamente con le meravigliose riprese di Giove e dei suoi satelliti. Le chitarre distorte di David Gilmour si fusero in tutt'uno con il genio creativo del regista americano.
Il risultato fu la più indimenticabile opera d'arte che l'uomo abbia mai visto.
La scena è quella finale: l'uomo è giunto al suo ultimo ostacolo; dopo essere riuscito a spezzare le catene della propria fredda razionalità deve intraprendere il suo ultimo viaggio in un'altra dimensione, quella di Dio. Lì si confronterà con se stesso, e dopo aver sconfitto la morte potrà evolversi nell'essere perfetto, vero dominatore dell'universo.
La musica è quella dei Pink Floyd: Nulla d'aggiungere. Il sincrono è perfetto. Il testo della canzone pure.
Signori, ma soprattutto signore: ecco a voi il più bel pezzo d'arte mai visto



