Figlio di una cagna minore
scritto da ZioBlood il mercoledì, 06 maggio 2009 ,17:36
Non voglio diventare un fallito che alla minima frasca posta davanti ai suoi piedi decide di tuffarsi tra vortici di fumo e polveri bianche fino a nascondersi al loro interno e non vedere più nulla: né frasche, né dubbi, né passato, né futuro, né presente, né felicità, né tristezza, né noia, né disperazione…
Ma il mondo mi ha insegnato a farlo.
E arriverà il giorno in cui il mondo sarà popolato da cadaveri, e gli unici vivi rimasti ci muoveranno verso le loro guerre alla conquista di tavoli pronti a riversargli colesterolo nelle vene.
Non voglio diventare un manichino, il cui unico pensiero è sistemare la ciocca di capelli che al mattino non vuole andare al posto suo.
Ma il mondo mi ha insegnato a esserlo.
E non c’è nulla che può fermare il mondo, fino a quando non avremmo preso coscienza delle tonnellate di tritolo che ogni giorno ci fanno esplodere l’anima, della musica ripetitiva sparata nelle discoteche per annegarci i pensieri e le idee, delle strade vuote che traboccano Noia.
E’ dalla strada che deve partire la rivoluzione, dal confronto tra i pochi cadaveri che decideranno di evadere ancora una volta dalle loro carceri di “pane fresco tutti i giorni” e televisione per riversarsi sulla nudità dei viali, dei vialoni, dei corsi, dei lungomare, dove non ci sono né musica né droghe a riempire i cervelli. Esisteranno soltanto le nostre menti quel giorno, e lotteranno contro le false luci della scienza, della politica e della Chiesa.
Quel giorno ognuno avrà finalmente il proprio Dio, la propria faccia, il proprio modo di essere, le proprie parole, i propri vizi, le proprie gestualità, il proprio modo di ballare. E nessuno dovrà più scoprirsi l’ombelico per non sentirsi figlio di una cagna minore.




