La Gogna - La dittatura scientifica e la nostra metà perduta (Parte I)

scritto da ZioBlood il mercoledì, 30 aprile 2008,14:33
Partiamo dalla premessa che
non esiste ( e non è mai esistito) nessun tipo di filosofia, di religione o di impostazione culturale che come la scienza occidentale ha dato un contributo tanto grande all'evoluzione e al miglioramento della specie umana.
E' solo grazie alla scienza e ai suoi cinquecento anni di storia, infatti, che l'uomo ha potuto spezzare definitivamente le catene che lo legavano ai polsi di Madre Natura.
Sconfiggenndo le sue malattie, ovviando alle sue intemperie, abbattendo le sue fiere, l'uomo ha potuto finalmente fuggire dalle "selve oscure" della natura e rifugiarsi all'interno delle proprie campane di vetro e cemento armato.

L'uomo attraverso la scienza, dunque, non ha fatto altro che studiare l'aspetto più fisico e primitivo della natura (la sua struttura) e piegarla alla propria volontà fino a riuscire a dominarla quasi completamente. E' stato un processo lungo e faticoso, in cui a farla da padrone non sono state solo le equazioni matematiche e le formule fisiche, ma soprattutto la svalutazione, la distruzione, la polverizzazione, di ogni aspetto metafisico dell'uomo che contrastasse con la pragmaticità della scienza; di ogni forma di timore di stampo religioso che contrastasse con le sue certezze, i suoi dogmi.
Dello stesso avviso è, ad esempio, il matematico gallese Bertrand Russel che in suo saggio scrive:
" La scienza che cominciò come ricerca della verità sta divenendo incompatibile con la veridicità, poichè la completa veridicità tende sempre più al completo scetticismo scientifico".

La nostra società si sta di fatto tramutando, dunque, in una sorta di dittatura scientifica dove ciò che non è spiegabile perchè immerso fra le maglie più scure e impenetrabili dell'universo perde istantaneamente di senso; dove questioni come quelle su Dio o il senso della vita sono destinate ad essere affrontate esclusivamente da categorie sempre più svalutate e ridicolizzate (poeti, preti, ecc...) dalla nuova "classe dirigente" in camice bianco.

Stiamo perdendo una parte di noi stessi senza rendercene conto; stiamo perdendo la nostra capacità di amare, di emozionarci, di sentirci ancora impauriti di fronte all'immensità dell'universo senza muovere un muscolo; la stiamo lasciando tra le fauci delle loro bombe, delle loro macchine, della loro fredda razionalità.
categoria: la gogna
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